| Sono Elisabetta Castellucci e questa è la mia storia. Mi piacerebbe aprire la porta della mia casa e farvi vivere i fantastici momenti che ho trascorso a Borgata Botti. Mi piacerebbe farvi assaporare i profumi estasianti del mio giardino, delle mie vigne, ma è inutile descrivere quello che si trova qui! |
| INFANZIA
Quando sei piccolo ed hai la fortuna di crescere in una famiglia che ti ama, ti basta poco per essere al centro dell'attenzione e per interagire con il mondo che ti circonda, ti basta un sorriso e tutti sono ai tuoi piedi: la mamma, il papà, i nonni, gli zii. Ogni giorno è una conquista, il tuo mondo è fatto di suoni, colori, odori che a mano a mano che cresci fanno parte di te e tu di loro. E tutta la tua vita sarà una tensione nel ricordo di quel bene e quei piaceri che ti hanno fatto diventare grande. |
| IL VIAGGIO
Quando sono venuta ad Acqui Terme per la prima volta 19 anni fa, mi è parso di tornare piccina qui tutto era casa: le dolci colline del Monferrato, i verdi prati fioriti, i lunghi filari gonfi di gemme pronti a regalare alle genti del posto preziosi grappoli presagio di grandi vini. |
| I RICORDI
Non ho mai vissuto in campagna, sebbene tutte le estati le passassi con i miei nonni nella terra di origine della mia famiglia la Toscana. Quei colori con tutte le sfumature dell'oro, quelle linee ora salivano ora scendevano e quei profumi di cose buone, fatte in casa. Tutto lė ti faceva perder la testa, ma era un bel perdersi perché crescendo ho sempre cercato un posto che mi ricordasse dove sono stata bene. |
| L'AMORE
Come è strana la vita, ti innamori sul mare di un Ufficiale di Marina e ti trovi in campagna a dirigere un'azienda di vino. Che strano è il disegno divino che fa conoscere due giovani in una città di mare Genova, li fa innamorare e gli fa scegliere la Cattedrale di San Guido per coronare il sogno di una vita insieme, sì perché lì è Monsignor Galliano che ci ha sposato. |
| UN PO' SANTO UN PO' EROE
Ad Acqui Monsignore è una vera istituzione, mi dicono, ma io a ventiquattro anni non lo conoscevo, ne avevo solo sentito parlare, ero curiosa di incontrarlo non avevo deciso se sposarmi a Genova in una tanto elegante quanto fredda Cattedrale di Carignano oppure.sì è meglio andare ad Acqui Terme chissà forse là i preti sono più "simpatici". Detto fatto quella sera era stato programmato un incontro nel Duomo con le coppie che presto avrebbe sposato il "mitico" don. Quando ho visto quegli occhi stretti dietro ad un paio di occhiali portati in fondo al piccolo naso e quel sorriso che sembrava volesse "abbracciare" tutto il mondo non è stato difficile capire dove e chi soprattutto ci avrebbe sposato. Non ho mai incontrato una persona piena di carisma e di bene come Monsignor Galliano, ricco di un tale bene che neanche il mare da cui venivo poteva contenere tanta bontà e non esagero nel dire che tutti coloro che hanno avuto o avranno la fortuna di conoscerlo ne saranno contagiati. |
| LEIN E JOLANDA
I miei suoceri Lino detto "Lein" e Iolanda erano gente di campagna, poche parole, molto lavoro nelle vigne, poche pretese, ma una cosa era certa sulla tavola nulla doveva mancare: la tovaglia fresca di bucato, i piatti di ceramica bianca e le pentole di terracotta fumanti al centro del tavolo che come un grosso camino inondavano la cucina di tutti i profumi dei cibi tipici del Monferrato: gli agnolotti al ragų con la sfoglia sottile fatta in casa, č Lein che tira la pasta la domenica mattina sottile come una seta e Iolanda la adagia nella ravioliera pronta per essere riempita di carne di mucca piemontese mista a verdure cotte raccolte il giorno prima nel campo vicino alla Castagneia, le uova per la pasta ed il ripieno le porta Pierina la signora che abita in fondo alla Borgata Botti ultima casa prima di scendere nella Castegneia. |
| PIERINA E FERRUCCIO
Pierina e Ferruccio, gli anziani della comunità, sono una vera enciclopedia di saggezza contadina dalla vigna all'orto dalla cantina alla cucina. E se ti mancano le uova per la pasta o i pomodori e l'insalata, o la frutta di stagione e quella sciroppata, non devi chiedere perché lei arriva con la sua cavagna piena di delizie e mentre Iolanda prepara il caffè, per ringraziare l'amica, quello con la moka, nella grande cucina di "Casa Lein" i profumi e le parole di saggezza pervadono tutto l'ambiente e chi ha la fortuna di stare lì si bea di quella "ricchezza". |
| LA PIAZZA DEI BOTTI
Mi sono sempre chiesta come un posto ameno come Borgata Botti attirasse genti da tutto il circondario. Lein era una persona molto conosciuta e stimata. Aveva uno sguardo piccolo di un azzurro tagliente quasi come le sue parole. Era molto severo con la sua famiglia, pretendeva molto da Iolanda, fedele moglie e compagna di lavoro. Pretendeva molto anche da suo figlio Lorenzo chiamato da tutti Lurensein o Seirulein che aveva scelto di studiare a Genova da Biologo e non avrebbe mai fatto quello che suo padre voleva, il capostazione, questa scelta è pesata molto nel rapporto padre e figlio, ma si sa i figli non fanno mai quello che vogliono i padri. Tutte le domeniche pomeriggio sulla piazza sterrata della Borgata arrivavano macchine da ogni dove perché un grande evento stava per iniziare il gioco delle bocce. |
| IL LUTTO
Ricorderò sempre "Lein" come l'ultimo sciamano di Borgata Botti che con la dignità di un guerriero, la forza di un gladiatore come un atleta che si avvicina al traguardo per la vittoria, incurante dei muscoli doloranti così Lein con la piena consapevolezza della fine della sua vita nonostante la malattia portava a casa quei grappoli d'uva presagio di un grande vino Barbera del Monferrato " Vigna Vecchia la Castagneia", primo vino premiato della nostra azienda nel 1997. |
| I FIGLI
Non so se č pių strano essere figlio e dire che non sei capito dai genitori (magari č cosė) oppure essere genitore e lamentarsi del proprio figliolo dicendo che non deve intraprendere la strada che hai fatto tu. Strano rapporto quello tra Lein e suo figlio Lorenzo. Mio suocero si č sempre lamentato che nonostante le fatiche fatte per tenere quella vigna ordinata e produttiva nessuno, solitamente si riferiva a Lorenzo andava a vedere e a compiacersi con lui per il bel lavoro. |
| RISTRUTTURAZIONE
Dopo morte di Lein abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione della proprietà, sono stati piantati nuovi vigneti e acquisiti terreni, anche i trattori e tutti i macchinari per lavorare la vigna avevano bisogno di essere sostituiti con dei nuovi. Le opere di ristrutturazione di "Ca' Lein" sono iniziati nel 1999 e sono durate tutto un anno. Ho concepito questa casa come un grande spazio aperto, come un luogo di incontri tra amici e parenti, tra clienti e curiosi. Ho pensato di arredare le stanze con semplicità e sobrietà per poter godere appieno di quella pace e quella luce che pervade tutti gli ambienti. |
Servizio fotografico realizzato dall'artista Elisabetta Castellucci
Elisabetta e Raffaella Castellucci, Piazza Orto San Pietro, 41 - 15011 - Acqui Terme - Al - Piemonte - Italia
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